SPECIALE – Quattro chiacchiere con Simone Cetorelli

Abbiamo imparato ad apprezzare Fabrizio Moro, diventando quasi pazzi per lui, grazie alla sua singolare musica e alle sue profonde parole. Ma, se conosciamo così bene questo artista, il merito è sicuramente anche un po’ dell’attento obbiettivo di un grande fotografo, capace di intrappolare i momenti più speciali di un concerto, in un modo del tutto suo.  Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di Simone Cetorelli ed oggi, con grande entusiasmo, vi proponiamo l’intervista che ci ha gentilmente concesso.

Ciao Simone!
Ciao Ragazzi!

Come è nata in te la passione per la fotografia?
Prendendo spunto da quello che ho scritto anche sul mio sito: “credo che la fotografia mi sia piaciuta da sempre, forse addirittura da prima ancora di averne la consapevolezza!”. Probabilmente, complici “inconsapevoli” sono stati mia madre, che aveva la stessa passione, lo zio Tom (Tommaso), e ora che ci penso anche Tonino: un parente alla lontana (o forse solo un amico di famiglia) in cui ogni tanto ci imbattemmo durante le vacanze estive sulle Dolomiti con la mia famiglia; ricordo ancora la sua medio formato a pozzetto (non so se fosse un Hasselblad o cosa!).

Per quanto riguarda le foto dei concerti invece, la responsabile è stata Sonia: una mia amica, che il 7 settembre 2008 ha pensato bene di telefonarmi e di propormi di andare ad un concerto in piazza a Villa Adriana; suonava un certo Fabrizio Moro! Arrivammo durante l’esibizione del gruppo spalla, ed io, nel tentativo di guadagnare una buona posizione per scattare foto in mezzo al pubblico, mi allontanai da Sonia e finii vicino alla transenna, lateralmente. Quella sera stessa in macchina, durante il ritorno a Guidonia, riguardai gli scatti realizzati… e ricordo ancora che ne rimasi sorpreso; mi piacquero molto! (http://www.simonecetorelli.com/?p=257) (adesso li giudicherei “inguardabili”… ma ci sono comunque molto affezionato, se non altro per la consapevolezza che, se non fosse stato per quel concerto, adesso non sarei qui a rispondere alle vostre domande!). Quello non fu soltanto il mio primo concerto di Fabrizio Moro, ma il primo in assoluto! …e mi piacevano quelle foto! …mi piacevano ma non riuscivo a capire da cosa dipendesse! Da me? Dal concerto? Da Moro? Boh!

La cosa finì lì… e per 2 anni non successe più nulla; continuai a fotografare si, ma niente concerti… finché un giorno di settembre 2010, passando per Via Roma a Guidonia, vidi i manifesti del concerto di Moro a Montecelio, per il giorno 25. Pensai: quale occasione migliore per provare a capire se quegli scatti di due anni prima fossero frutto del caso, di fortuna, di un’alchimia di cose… oppure se avessi veramente intravisto qualcosa che valeva la pena approfondire? Andai… questa volta solo… nuovamente in piazza tra la folla, dove tra l’altro conobbi anche Gaia! Comunque i miei dubbi ricevettero conferma, non poteva essere una coincidenza; fotografare concerti mi piaceva proprio (http://www.simonecetorelli.com/?p=244).

E così, afferrai il destino per le corna: quella sera a Montecelio avevo sentito che il 19 novembre ci sarebbe stato nuovamente Fabrizio in concerto; questa volta a Roma, all’Atlantico Live! Mi ci misi d’impegno, e riuscii ad ottenere un pass per il sottopalco! (http://www.simonecetorelli.com/?p=19).

Quella sera intravidi per la prima volta Luigi Orru, e scambiai due parole con Roberto Maccaroni degli Strani Giorni, band che continuo tutt’ora a seguire! Così è cominciata!

(Faccio un po’ di pubblicità! Gli Strani Giorni hanno appena pubblicato il loro 2° album, e saranno ospiti di Stefano Mannucci il prossimo 8 maggio al N’Importe Quoi di Roma).

Sappiamo che sei stato il fotografo di tanti eventi importanti a Roma e non solo, hai altri lavori in programma per i prossimi mesi?
Beh, c’è appena stato il concertone del 1° maggio (dal quale devo ancora riprendermi!), poi per il futuro non c’è nulla di certo, però mi piacerebbe andare da Noemi il 23 maggio, e poi l’estate romana quest’anno è densissima di appuntamenti, sia all’Ippodromo delle Capannelle che all’Auditorium Parco della Musica quindi, come dire, ci sarà da divertirsi (e da sudare!).

Segui spesso Fabrizio Moro, specialmente quest’anno ne “L’Inizio Tour”. Tante tappe per te, Londra compresa. Che emozioni hai provato andando in tournée in giro per l’Italia?
Sono bellissime avventure, che lasciano ciascuna altrettanti bellissimi ricordi. La trasferta, la preparazione, la strada, i compagni di viaggio, gli Autogrill, il pernotto, il backstage, le risate con la band, i ragazzi ammassati fuori che ti riconoscono e ti salutano (che sono sempre di più, e che mi dispiaccio sinceramente quando non riconosco qualcuno, e quando non c’è il tempo materiale per scambiare 4 chiacchiere con ciascuno di loro).

Ah ecco, a proposito: ormai sono già 2 o 3 volte (e una di queste è stata Londra) che dal pubblico parte il coro col mio nome e cognome! Ecco, questa cosa da un lato mi imbarazza terribilmente (se mi nascondo dietro una macchina fotografica ci sarà un motivo no?!!!), ma da un altro lato mi appaga e mi riempie di gioia in un modo che non è possibile descrivere a parole!

Tra te e Fabrizio sembra esserci un rapporto speciale. Cosa vedi in lui a livello umano?
Beh siamo quasi coetanei. Mi piace ad esempio quando parla dei figli, forse perché, inconsapevolmente, confronto le sue esperienze di padre con le mie (che ho due figli come lui, anche se un po’ più grandi). In questo momento il ricordo che ho più nitido è quando ha raccontato del saluto alla figlia, prima di partire per Londra; è stata una cosa molto tenera, ma ovviamente appartiene alla sua sfera privata e quindi non la racconterò!

E a livello artistico?
E’ coraggioso! Va avanti per la sua strada, dice quello che vuole dire, non scende a compromessi, non rende conto a nessuno (se non alla propria coscienza) e quindi, per poter pubblicare, si crea una propria etichetta discografica, ben consapevole che questo comporterà inevitabilmente poche apparizioni in TV e pochi passaggi radiofonici.

Mi piace la sua coerenza, il suo compiere scelte difficili in virtù di quella coerenza, e questo credo sia una grande dimostrazione di maturità e rispetto verso il suo pubblico, al di la di alcune isolate “cazzate” che può o non può aver fatto (il giudizio è sempre negli occhi di chi guarda) che potrebbero essere interpretate invece come mancanza di rispetto.

Il 18 luglio all’Ippodromo delle Capannelle di Roma ci sarà una importante tappa del tour estivo. Ci sarai? Lo seguirai anche in altre città?
A Capannelle, al 99% ci sarò,… per il resto, così come è avvenuto anche negli altri anni, cercherò di esserci quantomeno nelle tappe “laziali”, e magari anche in qualche tappa “campana” o “abruzzese”.

Grazie mille per la tua disponibilità, ci ha fatto molto piacere parlare con te.
Il piacere (grandissimo) è stato mio!

Un saluto per il sito Capitan Moro?
Ciao Ragazzi!… ci vediamo quest’estate, attorno al palco!!!
Ringraziamo ancora una volta di cuore Simone per la cordialità, la gentilezza e la pazienza dimostrate.
Vi invitiamo a seguirlo sul suo sito web personale (www.simonecetorelli.com), in cui potrete scoprire tanti suoi magnifici scatti.
Capitan Moro

4 pensieri riguardo “SPECIALE – Quattro chiacchiere con Simone Cetorelli”

  1. Ciao Ragazzi.
    Sono una fan di Moro, ovviamente, ma lo sottolineo. Il mio commento, però, oltre a elogiare come sempre le doti del nostro Fabrizio, vuole sottolineare quelle del signor Cetorelli. Ho conosciuto Simone virtualmente prima dell’ Atlantico, quando ancora il suo viso e il suo nome a tutti non dicevano granchè. Poi di persona, poi siamo diventati amici. Non conoscenti, ma Amici. Così come le sue foto, anche lui è ricco di sfumature, talvolta colorate, talvolta nelle scale di grigio, ma le ha tutte. E’ una persona come poche, buona, disponibile e presente. Per lui ho una riconoscenza molto grande che va al di la delle trasferte (senza le quali non sarei potuta essere a molti live)… ha creduto in me, come pochissimi, in un mio progetto importante… lo ha fatto senza pretese e più di persone che sono sempre state nella mia quotidianità. Quindi GRAZIE Simone. Non vedo l’ ora, come sai, di riempirmi la casa di tue fotografie. Ti voglio bene. E grazie al blog Capitan Moro per aver concesso questo spazio. Un abbraccio
    Phede

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